20250611 - Terza parte di riporto dal 539 al 541

scritto da ioffa
Scritto 11 mesi fa • Pubblicato 11 mesi fa • Revisionato 9 mesi fa
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E con questo gruppetto torniamo in pari.
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Testo: 20250611 - Terza parte di riporto dal 539 al 541
di ioffa

Introduzione:
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Terza e ultima fase di questa specie di allineamento: i miei scarabocchi pubblicati in altro sito che oggi riporto qui sono gli ultimi 3 che scrissi subito dopo l'incidente, dal 539 al 541, usando solo 4 dita su uno smartpfone che incastravo sul lettino in ospedale tra gesso, fasce e dolore, non solo spirituale! La 539 nacque come reazione spontanea a letture che confermavano il persistere di situazioni ridicole nel sito, laddove si ride per non piangere… ma alla fine era pur sempre distrazione dai dolori fisici e dalla noia di essere ancorato ad un lettino d'ospedale in cui la gentilezza degli infermieri non bastava a compensare l'immutabilità del soffitto… Quanto è stato bello tornare a canninare un po', sia pure per giorni solo dentro il corridoio del reparto e con le braccia appese! E che bello quando la "mua" sirenetta venne a farmi compagnia per un'oretta, ma di quello non scriverò, non è abbastanza triste da ispirarmi versi :D 
Cercherò tramite la formattazione di distinguere i vari testi su per giù come mio solito e come le volte scorse:
blu grosso per il titolo, grigio corsivo per la nota introduttiva, rosso per i rimandi alle note esplicative, verde corsivo per le note esplicative stesse quando ci sono e le righe orizzontali a separare i vari blocchi ed i testi che sto raggruppando, che solitamente non centrano nulla l'uno con l'altro. Tuttavia, per agevolare l'analisi "automatica" che qualche autore riporta e che mi fa piacere magari leggere per vedere se una A.I. riesce a cogliere significati e sfumature nei miei scarabocchi che sfuggono a me stesso (non posso permettermi sedute da uno psicologo), avendo l'impressione che lo script che passa alla A.I. i testi che pubblichiamo non riesca a gestire le formattazioni (o la A.I. stessa non ne tenga conto), ho deciso di separare i vari blocchi tra loro usando una sequenza di "tilde" e di indicare esplicitamente "Titolo:" e "Nota introduttiva:". 
Se qualcuno avesse voglia di lasciare un commento su un singolo testo, vista la limitazione che abbiamo dovuto subire nell'utilizzo dei commenti in termini di numeri di interventi oltre che numero complessivo di caratteri disponibili per ridurre il rischio dei flame che purtroppo imperversavano tra i commenti, potete indicare il testo cui vi riferite semplicemente con il suo numero progressivo che è parte iniziale del titolo.
Buona lettura. Ai commenti risponderò lentamente, che tra salute traballante ed arto ingessato faccio fatica a scrivere.
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Titolo:
539 - Il provinciale
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Nota introduttiva:
Filastrocca in ottonari (accenti tonici in 3ª e 7ª sillaba) a rime baciate; insomma filastrocca tipica.


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Per creare filastrocca
rispettar regola tocca

molto semplice e banale
tuttavia fondamentale:

ritmo fisso assai preciso!
Verso chiaro ma conciso,

rima semplice alternata
(meglio ancora la baciata)

renderà la filastrocca
recitar ancor più gnocca.

Ma se sillabata a caso
solo per prurito al naso

con un far da provinciale
che vuol solo parlar male

di chi libero o bloccato
ben solerte non è stato

a mostrare adulazione
per il provincial… “campione”,

non abbiam più filastrocca
che in belli ottonari schiocca

ma ridicola str…ambata
che verrà dimenticata.


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ioffa, 31/05/2025
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Titolo:
540 - Odiata solitudine
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Nota introduttiva:
Sonetto classico di endecasillabi canonici a maiore con rime incrociate per le quartine e alternate per le terzine (ABBA ABBA CDC DCD).


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Solitudine, odiata mia compagna
qualche volta nascosta dai sorrisi
di chi passi coi miei ha condivisi
prima d'esser travolti da magagna.

Tutto scorre così in continua lagna
con pensieri di nero cupo intrisi
mentre spengonsi sogni troppo lisi,
mentre imago sfocata in occhi stagna.

Basta un solo imprevisto e da allettato
ti ritrovi con solo tre persone
ed altri tre¹ che t'han telefonato.

Per il resto d'amata tua legione
non vedendoti t'han dimenticato…
ma del resto era solo un'illusione.
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¹: 3+3 approssimativamente; in realtà 5 persone son venute a trovarmi in reparto (i familiari), 4 telefonato (sempre parenti) e 5 messaggiato, oltre ai compagni di virtual passione che neanche sanno chi io sia ma si son fatti vivi con gli MP e ve ne ringrazio.


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ioffa, 31/05/2025
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Titolo:
541 - Immagina se esistesse
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Nota introduttiva:
Terzine di endecasillabi canonici a maiore in rime incatenate, partite riflettendo al volo su quanto sarebbe atroce un'eterna "immortalità" e poi dirottata mio malgrado sul solito chiodo fisso nel mio cuore.


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Immagina un momento se esistesse
dopo la morte ancora un'altra vita
e come dicon spesso nelle messe

la sua durata fosse anche infinita
e per disgrazia somma ad osservare
dovessimo poi stare quelli in vita

per poter lor lagnanze soddisfare:
quale grande amarezza lo scoprire
che per tutti è normal dimenticare

chi dal regno dei vivi ebbe a partire.
Pure ch’era ogni giorno nei pensieri
di cui mai hai voluto riferire

per cui il cuore batteva fino a ieri,
t'ignorava da vivo e poi da morto?
Presa dai quotidiani suoi mestieri

il tuo nome in un tempo invero corto
avrà dimenticato e poi del resto
come le si potrebbe dare torto?!

Comunque penso ad esser tutto onesto
ch'anche se mi trovassi in “aldilà”¹
il mio sguardo sarebbe sempre desto

per cercar d'ammirare sua beltà,
il suo viso che i sogni sempre allieta
ora che son costretto ancora qua.

L'esser la mia condotta ‘sì discreta
non volendo apparir troppo opprimente
dà possibilità più che concreta

che della morte mia non giunga urgente
lieta novella in posti più lontani…
Magari con comune conoscente

parlando un dì di tempi assai lontani
dirà «Ma che farà “Come Si Chiama”?»
e le diran «Non è più tra gli umani!».

Frattanto il cuor mi batte e quindi l’ama.

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¹: ne approfitto per ricordare la differenza tra “aldilà” e “al di là”; “aldilà” scritto tutto unito è un luogo metafisico immaginato in molte filosofie e forse in tutte le religioni che si troverebbe oltre l'universo reale e/o oltre la vita, in cui potrebbero esserci i nostri morti che, lungi dall'essere veramente morti, ci guarderebbero attendendo le nostre suppliche per accontentarci, mentre “al di là” scritto staccato è un'allocuzione avverbiale che significa “di là da un luogo”, “dall'altra parte”, “oltre”.


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ioffa, 02/06/2025
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20250611 - Terza parte di riporto dal 539 al 541 testo di ioffa
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